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sabato 2 maggio 2009

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Cos’è la mobilità

mobilità

Cos’è?

La mobilità è uno degli strumenti previsti dalla legge (i cosiddetti ammortizzatori sociali) per rendere meno drammatiche le conseguenze della perdita del lavoro. A differenza della Cassa integrazione guadagni, infatti, la mobilità
non è alternativa al licenziamento, ma lo presuppone. In particolare, con la procedura di mobilità lo Stato offre, a determinate condizioni, un sostegno economico ai lavoratori licenziati e attiva i meccanismi necessari per favorirne la rioccupazione. Essa, quindi, non consiste semplicemente in un aiuto economico, ma consente, in certi casi, il passaggio dei lavoratori licenziati da aziende in crisi ad altre che hanno bisogno di manodopera. La mobilità è finanziata dallo Stato con il concorso delle imprese. Per ogni lavoratore posto in mobilità, le imprese generalmente devono versare all’Inps un contributo calcolato in proporzione all’indennità mensile di mobilità spettante al lavoratore.

Quali aziende possono avvalersi della procedura di mobilità?

  • le imprese con più di 15 dipendenti ammesse alla Cassa integrazione guadagni straordinaria che, nel corso del programma di risanamento, dichiarano di non essere in grado di garantire il reimpiego di tutti i lavoratori sospesi e di non poter attivare misure alternative;
  • le imprese che occupano più di 15 dipendenti (compresi apprendisti e contratti di formazione) che, in seguito a una riduzione o trasformazione dell’attività o di lavoro, decidono di effettuare un licenziamento collettivo.
    Perché il licenziamento possa essere definito collettivo occorrono almeno
    5 licenziamenti nell’arco di 120 giorni, in una o più unità produttive (intendendo per unità produttiva una sede, uno stabilimento ecc.) nell’ambito della stessa provincia;
  • imprese che occupano più di 15 dipendenti che intendono effettuare licenziamenti collettivi per la cessazione dell’attività.

Quindi, i lavoratori possono essere collocati in mobilità sia direttamente, a seguito del licenziamento, sia, come spesso accade, dopo un periodo di Cassa
integrazione guadagni.

Come si ottiene la mobilità?

L’imprenditore che intende collocare in mobilità lavoratori ritenuti eccedenti
deve darne tempestiva comunicazione alle organizzazioni sindacali e alla Direzione regionale del lavoro. Dopo aver esaminato la situazione con le associazioni dei lavoratori senza aver individuato soluzioni alternative, l’impresa può effettuare i licenziamenti. L’elenco dei lavoratori in mobilità deve essere poi inviato alla Direzione regionale del lavoro, alle Commissioni provinciali tripartite
( organismi politici di coordinamento con le parti sociali) ed alle associazioni di
categoria. La procedura per la richiesta di mobilità deve essere attivata dal datore
di lavoro. Tuttavia, se non provvede, possono avviarla gli stessi lavoratori interessati.
L’avvio della procedura di mobilità non determina automaticamente il diritto alla prestazione economica. L’indennità di mobilità, infatti, viene concessa soltanto se le imprese rientrano nel campo di applicazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria e i lavoratori possiedono i necessari requisiti.

A chi spetta?

I lavoratori (operai, impiegati e quadri) da collocare in mobilità vengono individuati
in base ai criteri previsti dai contratti collettivi e dagli accordi sindacali.
In mancanza, la scelta avviene tenendo conto dei seguenti criteri:

  • carichi di famiglia;
  • anzianità;
  • esigenze tecnico produttive ed organizzative.

Hanno diritto all’indennità i lavoratori che:

  • sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato;
  • sono iscritti nelle liste di mobilità compilate dalla Direzione regionale del
    lavoro sulla base degli elenchi inviati dalle aziende in crisi;
  • hanno un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, compresi i periodi di
    lavoro a tempo determinato e i periodi di apprendistato svolti prima dell’assunzione
    a tempo indeterminato nella stessa impresa;
  • hanno almeno sei mesi di lavoro effettivo nell’impresa, compresi i periodi
    di sospensione del lavoro per ferie, festività, infortuni.

Come si presenta la domanda?

Il lavoratore deve presentare la domanda di indennità di mobilità (su modulo
DS 21) al Centro per l’impiego (che la trasmette all’Inps) entro 68 giorni dal licenziamento.
Deve presentare, inoltre, la dichiarazione del datore di lavoro (su modulo
DS 22) con i dati identificativi del dipendente e dell’azienda, del rapporto di lavoro e della retribuzione percepita. Entrambi i moduli sono disponibili presso le sedi Inps e sul sito www.inps.it.

Chi paga e quanto spetta?

L’indennità è pagata ogni mese direttamente dall’Inps.
Si può scegliere una delle seguenti modalità:

  • assegno circolare;
  • accredito bancario o postale.

Quanto dura?

La durata dell’indennità varia in funzione dell’età del lavoratore:

  • fino al compimento del 39° anno di età del lavoratore, l’indennità spetta
    per un massimo di 12 mesi (per le aziende del mezzogiorno, l’indennità spetta per un periodo massimo di 24 mesi);
  • da 40 a 49 anni di età, il periodo di godimento dell’indennità è elevato a
    24 mesi (per le aziende del mezzogiorno, l’indennità spetta per un periodo massimo di 36 mesi);
  • oltre i 50 anni di età, la durata sale a 36 mesi (per le aziende del mezzogiorno, l’indennità spetta per un periodo massimo di 48 mesi).

La durata della prestazione, comunque, non può superare l’anzianità maturata
dal lavoratore nell’azienda che lo ha collocato in mobilità.
L’età del lavoratore, al fine di stabilire la durata dell’indennità, deve essere
accertata alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il periodo di godimento
della prestazione è stato più volte prolungato in passato, rispetto ai termini previsti dalla legge, per casi particolari di aziende o settori in crisi.

Quanto spetta?

L’indennità di mobilità è proporzionata all’importo dell’integrazione salariale
straordinaria percepito (o che sarebbe spettato se l’azienda l’avesse chiesto)
nel periodo immediatamente precedente il licenziamento. In particolare:

  • 100% della CIGS per i primi 12 mesi;
  • 80% della CIGS per il periodo compreso tra il 13° e il 36° mese (per le aziende del mezzogiorno, l’indennità spetta per il periodo compreso tra il 13° e il 48° mese).

Così come accade per la Cassa integrazione, dall’importo dell’indennità di
mobilità spettante per i primi 12 mesi deve essere detratta una percentuale
pari al 5,54%. Per i periodi successivi al 12° mese non viene effettuata nessuna
detrazione.
La prestazione non può superare determinati limiti aggiornati ogni anno in
base alle variazioni del costo della vita.

Oltre all’indennità, i lavoratori che ne hanno diritto, possono percepire anche
l’assegno per il nucleo familiare.

Quando cessa?

Il pagamento dell’indennità viene interrotto quando il lavoratore viene cancellato
dalle liste di mobilità per una delle seguenti cause:

  • il rifiuto di frequentare un corso di formazione professionale autorizzato
    dalla Regione o lo frequenti in modo irregolare;
  • la mancata accettazione di un lavoro equivalente a quello precedente con
    una retribuzione ridotta al massimo del 10%;
  • il rifiuto di essere impiegato in opere e servizi di pubblica utilità;
  • non ha comunicato all’Inps, entro 5 giorni dall’assunzione, di aver iniziato
    un’attività di lavoro dipendente (il lavoratore in mobilità può, senza perdere
    il diritto di iscrizione alla lista, svolgere un’attività part time o a tempo
    determinato. Ciò comporta la sospensione dell’indennità);
  • non risponde, senza giustificato motivo, alle convocazioni del centro per
    l’impiego.

Il lavoratore non viene cancellato dalle liste se le attività lavorative o di formazione
offerte si svolgono in un luogo distante più di 50 chilometri o non raggiungibile
in 60 minuti con i mezzi pubblici, dalla residenza del lavoratore.
La cancellazione avviene anche in caso di:

  • assunzione a tempo indeterminato;
  • riscossione dell’indennità in un’unica soluzione;
  • raggiunge il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità (comprese le
    pensioni anticipate concesse in determinati settori previsti dalla legge);
  • diventa titolare di pensione di inabilità o di assegno ordinario di invalidità
    senza aver optato per l’indennità di mobilità (i lavoratori che beneficiano
    dell’assegno di invalidità e allo stesso tempo hanno diritto alla mobilità devono scegliere tra le due prestazioni).

Importante: se il lavoratore in mobilità accetta un lavoro a tempo pieno e indeterminato con una retribuzione inferiore a quella che percepiva nella precedente attività, ha diritto ad un assegno integrativo. La durata massima dell’assegno è di 12 mesi e l’importo non può essere superiore a quello dell’indennità di mobilità che avrebbe percepito se fosse rimasto disoccupato. Inoltre, al lavoratore che accetta una proposta di lavoro ed è costretto a trasferirsi spetta una indennità di nuova sistemazione e il rimborso delle spese di viaggio.

E per i contributi figurativi?

Per il periodo di concessione dell’indennità il lavoratore ha diritto alla contribuzione figurativa. I contributi vengono accreditati automaticamente dall’Inps, senza la necessità per il lavoratore di presentare la domanda.
I contributi sono utili sia per il diritto che per la misura della pensione.

Ci sono delle agevolazioni per i lavoratori in mobilità?

La legge prevede una serie di agevolazioni dirette a favorire il reinserimento
del lavoratore in mobilità nel mercato del lavoro.
I lavoratori in mobilità hanno il diritto di precedenza in caso di assunzioni
presso la stessa azienda entro sei mesi dal licenziamento.
Inoltre, sono previsti sgravi contributivi (i contributi dovuti all’Inps vengono
ridotti rispetto a quelli dovuti per gli altri lavoratori) e incentivi economici per le imprese che assumono, con contratto a termine o a tempo indeterminato,
lavoratori iscritti alle liste di mobilità.

Si può presentare ricorso se la domanda viene respinta?

Nel caso in cui la domanda di mobilità venga respinta l’interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Provinciale dell’Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.
Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:

  • presentato agli sportelli della sede dell’Inps che ha respinto la domanda;
  • inviato alla sede dell’Inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili.

Link: INPS.it

I dati riportati sono da ritenersi validi salvo eventuali misure straordinarie che il Governo può adottare con il perdurare o l’aggravarsi dell’attuale crisi mondiale.

Aggiornato a gennaio 2009

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25 ->...E tu, cosa ne pensi? <-:

  • ®ponyboy

    wee eccomi pure de qui sai che siuccede spesso? che le aziende si "prestano" il lavoratore, è una cosa consentita pare tu sainiente a proposito?

  • andrea73

    Domanda ma se un disoccupato è in mobilità senza indennità gli vengono riconusciuti i contributi per la pensione??

  • Mr. Nessuno

    @ Andrea71 - non sono in grado di darti una risposta (non lavoro all'INPS), ho anche provato a fare delle ricerche specifiche, ma, con nessun risultato utile.
    Posso, però, darti alcuni suggerimenti: prova a chiedere direttamente all'ufficio INPS della tua zona, prova a chiedere a qualche categoria di sindacati, oppure, prova a fare la domanda su Yahoo! Answer (http://it.answers.yahoo.com/question/ask), magari qualcuno è in grado di darti una risposta.

    Ciao

  • andrea73

    grazie lo stesso....anch'io non ho trovato nulla a tal proposito.....chiederò ai sindacati....

  • Anonimo

    I sindacati sono la rovina dei lavoratori.
    Conosco miei colleghi che gli prendevano la quota mensile dalla busta paga e non gli hanno risolto nessun problema.
    Vai ad un Patronato.

    Come faccio a farmi licenziare da una ditta che paga in ritardo, mi ha tolto la 14 mensilità, non mi paga gli straordinari, e mi fa protestare dalla banca perchè non posso pagare il mutuo, e mi ha fatto bloccare le carte di credito?
    Se mi licenzio io, ho diritto alla mobilità?
    Ho sentito dire che se apro un'attività in proprio mi anticipano tutta la mobilità, è vero?
    Se qualcuno sa, perfavore ... Grazie

  • Anonimo

    Se l'azienda che licenzia ha in forze solo 6 unità posso fare la domanda di mobilità per permettere a chi mi assume di avere gli sgravi contributivi?

  • Anonimo

    aspetto da 4 mesi i soldi,e ho il fiato di troppa gente sul collo....farò come gli albanesi...vado in galera almeno mangio e sto al caldo....come i napoletani no,perchè loro sono tutti malati.....

  • Anonimo

    licenziata per esubero personale tre anni di mobilita come( LSU) 20 anni di contributi 57 anni si aspetta anchora la disoccupazione oppure in pensione minima o chiedere soldi al marito che pena! da 2007 che ho finito la mobilita presso l'universita di perugia e il direttore ha fatto la domanda per la assuzione pero inutile perche dopo tre anni l'nps noncè piu niente da fare.

  • Anonimo

    scusate,
    volevo sapere una cosa: la mia azienda è messa maluccio e da ieri ha appeso un foglio dove dice di averci messo tutti in mobilità fino a tutto il mese di Giugno.
    I sindacati stanno spingengo per farci licenziare o per far dichiararer fallita l'azienda, ma per il momento non si sà.
    Cosa comporta questo?
    Cosa significa questa mobilità fino a Giugno?
    Quali potrebbero essere le strade?
    Grazie e Buon Lavoro.

  • Anonimo

    percepisco l'indennità di mobilità.....la mia domanda è....posso frequentare un corso di formazione professionale senza perdere l'indennità?

  • Anonimo

    sono in mobilita',mi hanno proposto di presentarmi x un colloquio,maa non sono andato perke' ero fuori citta'.adesso ke succede??perdo la mobilita' x non essermi presentato??

  • Anonimo

    Per il datore di lavoro quanto è il costo per ogni lavoratore se lo pone in mobilità? Grazie per la risposta

  • Anonimo

    Ci sono aziende che sfruttano la situazione politica alla fine chi ci rimette e'sempre l'operaio,qualche azienda fa'anche i giochi delle tre carte nello stesso tempo agevolati dai sindacati con qualche Bustarelle(anche Non avendo requisiti per la Mobilita')

  • Anonimo

    tante aziende mettono in cassa integrazione in deroga come la mia e poi a gente che lavora in nero COME' STO FATTO

  • Anonimo

    Sono stata assunta presso una ditta di un artigiano idraulico come impiegata con contratto a tempo indeterminato, dopo 23 giorni sono stata licenziata in quanto l'artigiano aveva perso un grosso lavoro. Posso chiedere la mobilità???

  • Anonimo

    se io mi autolicenziassi mi aspetta la mobilita'( sono assunta con il contratto a chiamata)

  • Anonimo

    Ma dopo aver compilato correttamente la domanda per la mobilità, quanto si aspetta per avere i soldi?

  • Anonimo

    la miaq azienda grazie a chi ci dovrebbe tutelare ci sta cambiando i contratti dando la possibilità di chiedere la mobilità volontaria e un piccolo incentivo a chi vuole andare via io vorrei sapere ma chi è separato e prende gli assegni ha diritto a percepirli in mobilità

  • davide

    Salve sono in cigs ma l'azienda non risce a pagarmi regolarmente nemmeno la parte che deve pagarmi direttamente e vorrei farmi mettere in mobilità per richiede la somma spettante in unica soluzione per aprire attività,come posso fare?é possibile?Compio 40 anni a febbraio miconviene aspettare per avere 24 mesi di indennità?
    Molte grazie.

  • Anonimo

    bomba atomica in questo paese di merda

  • Anonimo

    A tante domande la risposta è scritta nell'articolo.
    Leggete!

  • Anonimo

    Non è possibile andare avanti cosi.
    Noi italiani in cassa integrazione o mobilità, o costretti a licenziarsi per la pressione fatta dai datori lavoro.
    Che gli tolgano la cittadinanza italiana a chi trasferisce le aziende all estero .

  • Anonimo

    ci vorrebbero più controlli da parte dello stato per le aziende che dichiarano di essere in crisi , perchè tante, su questo sfruttano solo gli operai.

  • Anonimo

    Tutti parlano che in questo paese di approfittatori e disonesti la colpa sia solo dello stato e delle leggi..vero...ma solo in parte..
    Il problema più grande sono quei MALEDETTI IMPRENDITORI che sfruttano la gente,non pagano,fanno finti fallimenti o concordati,fanno sparire i soldi all estero e delocalizzano!!!quelli sono da mettere tutti al muro!!infami dovete crepare tutti

  • Anonimo

    Hai perfettamente ragione

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